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La Meditazione Sirenusia


Comodamente seduto su di un trono, il piede destro più avanti del sinistro, le braccia distese sui fianchi e appoggiate sulle gambe, con la schiena ben dritta, l’anziano Maestro attua l’arcana disciplina dell’Estasi Attiva, l’Apeiron circola sempre più forte dal basso in alto, dal quadrato al triangolo, dal triangolo al cerchio, dal cerchio al punto, fin quando dal suo capo divampa una fiamma eterica: ecco che la percezione si estende ai mondi sottili, come su di uno schermo azione e reazione si susseguono, il Vegliardo impera come punto adimensionale all’interno del ruotare del cosmo e del tempo, la Coscienza s’espande e si fonde alle forze del creato, l’Antico Saggio opera sulle cause, il Maestro, la Natura, il Cosmo, e la Divinità sono UNO.



<< Per illustrare le fondamenta dell'estasi sirenusia ho speso ben dieci anni per scrivere i due volumi: "L'Alchimia di Partenope" e "Arcana Partenope": assieme contano circa 500 pagine e in entrambi i testi si trovano più o meno 200 note, oltre a numerosi grafici e foto per dare valore scientifico ad ogni affermazione e mettere il lettore nella piacevole posizione di poter consultare le fonti citate.

La necessità di realizzare dei libri con solidi riferimenti è stata sentita proprio per il carattere innovativo dato dall'esplicazione di una potente pratica di mediazione trascendentale che basa le sue fondamenta sui testi classici della tradizione iniziatica greco-romana. La mia ricerca è stata volta a gettare luce su quanto già esisteva rendendo comprensibile quello che era espresso in modo frammentato e complicato: non certo per inventare qualcosa dal nulla, è questa la chiave per comprendere il mio lavoro.

L’opera è caratterizzata da tre componenti: uno studio da topo di biblioteca che si è protratto per circa 10 anni, un pizzico di intuito e una buona dose di discernimento spirituale.

La sirena a cui si allude è una metafora che ha quattro sensi di lettura: il primo è storico e letterale inerente la verità archeologica delle migrazioni greche avvenute intorno al VII sec. a.C., il secondo è allegorico poiché suggerisce - attraverso l'uso dell'intuito e dell'analogia - l'esistenza di una interpretazione in chiave metaforica della conoscenza che i greci ci hanno portato; difatti il successivo livello è quello simbolico dove Partenope, Ligea e Leucosia possono essere intesi come nomi in codice indicanti i tre fondamenti delle scuole dei misteri ovvero i riti, la luce e il suono, ancora oltre come direbbe Dante troviamo il senso anagogico o sovrasenso vale a dire il significato occulto comprensibile attraverso una conoscenza per ispirazione diretta dove entra in gioco la pratica della meditazione sirenusia.

E' possibile che la conoscenza fluisca spontaneamente? La risposta più realistica sta nel fatto che le intuizioni poetiche, artistiche o scientifiche ci sono sempre state e un essere umano non afferma di creare un'idea ma  di avere avuto un'idea come se questa già esistesse, come se l’uomo fosse stato solo capace di percepire una realtà metafisica senza tempo; inoltre si può asserire che è solo l'intelletto del singolo individuo a fare la differenza sulla modalità concreta di come le idee sono concretizzate, ad esempio potremmo ipotizzare che una medesima idea matematica per l'artista si trasformi in un dipinto, mentre per il compositore musicale in una sinfonia.

Sintetizzando la mia storia vale la pena dire che già da ragazzino conoscevo e praticavo la meditazione sirenusia, per me era il frutto di un naturale dialogo con il "maestro interiore": la voce della coscienza che mi guidava e insegnava, a quel tempo credevo che fosse normale e che tutti sentivano le stesse cose, ma quando ne accennavo ai miei amici essi mi deridevano e così imparai che era meglio non parlarne con nessuno; crescendo quasi me ne dimenticai ma poi imboccai la via dell'ermetismo e dell'alchimia spirituale e  conobbi i miei maestri, così mano a mano che progredivo nel percorso iniziatico ricordavo sempre più le esperienze dell'infanzia finché non incontrai Partenope ma questa è  un racconto già scritto nei miei libri.

Durante il cammino la dea mi evidenziò il legame tra intelletto, idea, intuito e conoscenza trascendentale, ma non ero un sognatore con i piedi per aria e così iniziai le mie ricerche. A quel tempo ero uno studente di giurisprudenza sui vent'anni e la facoltà di legge si trovava molto vicina alla biblioteca Nazionale e alla biblioteca Universitaria di Napoli, dove  trascorrevo tutto il tempo libero che avevo: rifugiandomi nell'atmosfera di quei luoghi carica di storia. Indagai Partenope, la sua storia, il suo mito, la sua leggenda e mi imbattei negli scritti di Giustiniano Lebano, Domenico Bocchini, Giuseppe Sanchez, Onofrio Gariulli, Carlo Vecchioni, Giuliano Kremmerz, Giuseppe Spedalieri, Giuseppe Gallone, Gabriele Rossetti, Eliphas Levi, poi ancora più indietro nel tempo lessi del principe Raimondo De Sangro, Cagliostro, Saint Germain, ed ancora Mario Pagano, Giambattista Vico, Tommaso Campanella, Giordano Bruno, Giovanni Pontano, Enrico Cornelio Agrippa ed altri, mi rivolsi quindi ai filosofi classici come Proclo, Giamblico, Plotino, Platone, indagai lo gnosticismo e il “Corpus Hermeticum”, le religioni dei misteri di Eleusi e Samotracia,  mi spinsi poi verso oriente investigando lo Yoga, il Taoismo, il Sufismo, il Buddismo e poi ancora ed ancora, cercando l'Arcana Arcanorum della via iniziatica, è così che trovai il filo rosso capace di legittimare sul piano teorico e pratico l'estasi sirenusia e le relative dottrine sirenusie quali "La Sapienza del Cubo", "La Scienza Evoutiva" e la "Dottrina dell'Idea", basta leggere i mie libri per avere tutti i riferimenti bibliografici, mentre solo la pratica concreta della meditazione sirenusia può risolvere ogni dubbio sulla sua efficacia, in ultimo non è possibile trasmettere la sapienza solo attraverso le parole poiché un insegnamento esoterico vero presuppone una comunicazione diretta in spirito per mezzo dello spirito di talune esperienze e simboli non esprimibili diversamente. >>  Luigi Braco


Affresco dal tempio di Iside in Pompei  

Museo Nazionale di Napoli